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...e siamo arrivati agli inizi di Ottobre. La situazione appare molto più serena, sebbene vi siano ancora gli ingranaggi della giustizia minorile a girare intorno al piccolo Nicholas e alla sua famiglia (nonni compresi). Nicky cresce sereno e vivace come tutti i bambini dovrebbero essere, è molto curioso ed è interessato a qualunque cosa o persona egli veda, quasi come se la vita per lui fosse cominciata soltanto da pochi mesi. Il rapporto con i nuovi Servizi Sociali é sicuramente più collaborativo e costruttivo, l'ultima relazione presentata da questi al Giudice dei Minori é positiva e ne sottolinea i punti, limitandosi a suggerire semmai un sostegno psicologico per la mamma del piccolo, non per quanto riguarda la capacità genitoriale ma solo ed esclusivamente per aiutare la giovane mamma a rafforzarsi psicologicamente e ad acquistare più padronanza di se'. Nulla insomma che possa giustificare un atto tanto scellerato come quello dei Servizi Sociali di Venezia, che in un primo tempo avevano descritto una situazione a forte rischio per il piccolo (inventando episodi, omettendone alcune parti, aggiungendo del "colore" agli eventi ed inducendo quindi il Giudice dei Minori a sottrarre il bimbo e affidarlo agli stessi Servizi). Tutto questo viene smentito da quanto finora osservato e riferito dai nuovi Servizi Sociali a cui é stato affidato il caso. Il piccolo Nicky intanto ha cominciato l'asilo e, almeno finora, questo sembra renderlo ancor più entusiasta e vivace, soprattutto al momento dell'uscita!! In casa poi lo si può considerare un incrocio fra Attila, il flagello di Dio e il Grande Puffo. In casa ogni cosa é sua, dimostra un grandissimo attaccamento ai nonni e, per non aver ancora compiuto 3 anni, é furbo come una volpe. Insomma tutto prosegue per il meglio e adesso non rimane che attendere il "sciogliete le righe" anche se, data la burocrizia e i vari iter della giustizia italiana, siamo consapevoli che ci vorrà ancora un po' di tempo.
...contiua
Il ministero della Giustizia ha inviato i suoi ispettori al tribunale dei Minorenni di Genova. L’indagine riguarda alcuni casi di separazioni di famiglie di coppie “miste”, dove le madri ecuadoriane si sono viste negare l’affidamento dei figli in favore degli ex mariti italiani. Tutto è partito dalla denuncia dell’associazione ecuadoriana «Vela Latina», che ha scritto una relazione al Guardasigilli Angelino Alfano nella quale denunciava che almeno quattro magistrati genovesi avrebbero deciso in maniera errata fidandosi di assistenti sociali non equidistanti. Gli ispettori avrebbero acquisito i documenti relativi ai casi denunciati e avrebbero sentito le madri e anche i giudici che hanno firmato i provvedimenti. Dopo l’acquisizione del materiale, gli ispettori analizzeranno tutti i documenti e tra qualche mese potrebbero arrivare le prime decisioni. Spiega Sansa:«Sono assolutamente tranquillo, le ispezioni si risolveranno in un nulla di fatto perché abbiamo sempre lavorato bene e stiamo molto attenti a fare gli interessi migliori per i bambini. A me le ispezioni non dispiacciono affatto - prosegue Sansa - anzi. Le vedo come un aiuto per capire cosa c’è da migliorare e cosa va bene. Ma i nostri uffici hanno lavorato bene, di questo ne sono sicuro». Del resto contro Sansa, al di là del caso specifico, i ministri della Giustizia degli ultimi due governi di centrodestra non hanno “risparmiato” nulla con azioni disciplinari e ispezioni dalle quali il magistrato che è anche stato sindaco di Genova, è sempre uscito senza alcuna conseguenza, compreso il lungo parcheggio in cui l’allora ministro Castelli lasciò sansa prima dell’insediamento alla guida del Tribunale per i minori, dopo la nomina e il proscioglimento dlal’ennesima ispezione.
Si può definire provvisorio un ordine del tribunale dei minorenni che resti immutato per quattro, cinque, anche sei anni? Una cosa è certa, qualunque sia la risposta: per quanto duraturo sia, il provvedimento, quando non è definitivo, è per legge non impugnabile. Impossibile contestarlo, valutarne i presupposti, provare a ottenerne uno contrario attraverso un ricorso alla corte d’appello. Niente. Un bambino, tolto “provvisoriamente” ai genitori finiti sotto esame e affidato a una comunità, fa tempo a diventare un adolescente prima e poi addirittura maggiorenne, nell’attesa. I tempi lunghi della giustizia minorile hanno un fondamento nella carenza di fondi e di personale, tagliati quest’anno di un buon 35% almeno. Per uno dei più noti e battaglieri legali specializzati in diritto di famiglia, l’avvocato Enrico Bet, nome ricorrente tra le associazioni che si occupano dei diritti dei minori, non esistono giustificazioni nei bilanci e negli organici. E la battaglia, che fino a ieri era combattuta a suon di solleciti e istanze, è diventata una dichiarazione di guerra affidata a sette esposti inviati al Consiglio superiore della magistratura, al ministro Guardasigilli e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione. Sette esposti per sette casi simbolo di genitori finiti davanti a un giudice del tribunale degli under 18. Nell’audio qui sotto, tre storie tratte dai sette esposti dell’avvocato Bet.
La denuncia di una coppia di genitori, lui funzionario pubblico, lei professionista, che da due anni vivono lontano dal figlio affidato a una comunità. Ufficialmente il padre, definito violento da testimoni anche anonimi si sarebbe rifiutato di sottoporsi a perizia psichiatrica.
«Quando torno a casa?». La voce di Marco, 10 anni, arriva attraverso il telefono una volta alla settimana da quasi tre anni. Da un luogo che fino a tre mesi fa era segreto. Ogni volta la stessa domanda, ogni volta per risposta lo stesso silenzio. È come se fosse in prigione, Marco, condannato senza sentenza e senza appello. Invece è ospite della comunità che i giudici e gli assistenti sociali hanno scelto per lui e per il suo bene. Suo padre e sua madre non sono capaci a fare i genitori. Per questo una mattina cinque poliziotti dell’anti crimine in divisa (uno con il giubbotto anti proiettile) si sono presentati a casa di Marco e lo hanno portato via. Lo ha deciso il tribunale dei minorenni. Senza un contraddittorio, ma quel che è peggio, senza che mamma e papà - due persone come tanti, professionista lei, funzionario pubblico lui - sapessero il perché. È una delle storie che emergono dalle nebbie di paura e dolore nelle quali sono avvolti molti casi di giustizia minorile. «Ingiustizia minorile» avverte il padre, protagonista di questa vicenda che raccontiamo sfumando i dettagli e oscurando i nomi. Per rispetto della privacy in particolar modo dei minori coinvolti ma anche «perché il timore di ritorsioni da parte dei giudici e degli assistenti sociali è reale», avverte il legale della famiglia. Chiedere ai giudici di difendere e sostenere il loro operato nello specifico è fatica inutile: il segreto istruttorio e il rispetto della privacy degli stessi protagonisti-accusatori dei loro casi impedisce ogni possibilità di verifica e di controllo. «È questo il problema - attacca l’avvocato - quello di un giudice del tribunale dei minorenni è un potere pressoché assoluto per buona parte delegato ai servizi sociali del Comune». È il punto cruciale della questione sollevato a pochi giorni dall’ispezione del ministero della Giustizia, di cui ha dato notizia il Secolo XIX la settimana scorsa, che si è conclusa e che è stata chiesta e ottenuta dall’associazione Vela Latina, a partire dalle storie di cinque madri ecuadoriane. Sarebbero state discriminate dai giudici nell’ambito delle cause di separazione dai mariti italiani. Sulle accuse aleggia il sospetto che siano gli assistenti sociali a dettare legge in tribunale. Sospetto allontanato dal presidente in carica Adriano Sansa: «I nostri giudici operano in modo equilibrato nel rispetto della legge e dell’unico interesse dei bambini».
Qualcuno gli crede?
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Fra pochi giorni saranno trascorsi due mesi da quando il piccolo Nicholas ha lasciato Venezia (e la sua prigione) insieme alla sua mamma ed il suo papà. Dalle visite finora effettuate, sembra che Nicky stia finalmente crescendo a vista d'occhio; il suo peso finalmente sta aumentando e dal suo arrivo a Genova ad oggi ha preso quasi due chili! Le sue corde vocali non stanno ferme un secondo e anche se spesso i suoi discorsetti appaiono ancora incomprensibili, il suo vocabolario è comunque notevolmente aumentato. Si è attaccato molto ai nonni, ai suoi cugini e, poveretto, anche al micio di casa: il felino ormai è stressato al punto tale che, alla vista del piccolo, si da puntualmente alla fuga. Nicky lo cerca, gli tira la coda, gli infila le ditina nelle orecchie e, recentemente, anche in un occhio! Ma Rudy (il micio casalingo) sopporta pazientemente, subendo ogni tipo di "dimostrazione d'affetto" di Nicky! Da quando poi è arrivato a Genova, ha preso a mangiare molto volentieri (forse pure troppo), è coccolato da tutti e viziato da molti, il suo papà per primo!! Sebbene i vizi non siano un buon strumento di crescita, ritengo che in fondo il piccolo Nicholas ne abbia tutto il diritto. Oggi sperimenterà per la prima volta la piscina del quartiere e sono certo si divertirà un mondo, cosa che finora gli era sempre stata negata dalla Comunità "Primavera" di Venezia, ed in particolare dalla responsabile dell'Istituto e dalle operatrici dello stesso, sotto l'occhio vigile della Assistente Sociale Paola Angioi. Il Servizio Sociale del nostro quartiere genovese invece, si sta dimostrando molto preparato ed efficiente. Il piccolo Nicholas non ha alcuna anomalia comportamentale, come invece affermavano vergognosamente a Venezia; tutta la situazione sta migliorando giorno dopo giorno e tutto sembra essere indirizzato ad una veloce chiusura di questa vicenda, che ovviamente aprirà poi la strada ad una serie di denunce atte soprattutto a far cambiare mestiere a queste "professioniste" veneziane.
...continua
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Da ormai circa un mese, Nicholas é tornato a casa, seppur in quella dei nonni paterni, cambiando città e trovando finalmente tutt'altra situazione. Ovviamente la mamma ed il papà hanno seguito il piccolo Nicky, che da quando è tornato nella sua famiglia, ha iniziato a non stare più ne' fermo.....ne' zitto! I Servizi Sociali che adesso hanno in carico il nostro caso, si sono dimostrati sin da subito ben diversi dai loro colleghi veneziani, i quali soltanto ieri gli hanno fatto pervenire le relazioni svolte fnora. Peccato che, come già avvenne in passato, anche questa volta hanno omesso la relazione del C.T.U., il quale stabiliva invece un'opnione discordante da quelle stilate dall'Assistente Sociale per i minori di Venezia, la Dott.ssa Paola Angioi, seguita a ruota dalla Responsabile dell'Istituto per l'infanzia "Comunità Primavera" di Venezia, la Dott.ssa (chissà poi di cosa) Graziella Maculan. Durante questo primo mese Nicholas e famiglia (nonni compresi) hanno avuto già alcuni incontri con i Servizi Sociali di zona e da questi primi incontri sembrerebbe già chiaro anche a loro che la situazione non é esattamente come a Venezia la raccontavano. Vi sono alcune difficoltà da parte della mamma a livello di inesperienza, a livello di timidezza e di memoria (a volte tende a dimenticare le cose, a causa di un passato che lei a completamente rimosso. Non vi sono invece problemi di alcun genere, e nei confronti di Nicholas e nei confronti del sottoscritto. Nulla insomma che non si possa risolvere col tempo, magari con l'aiuto anche di uno psicanalista). Tutto questo, almeno finora, dimostra quanto i Servizi Sociali per i minori di Venezia abbiano lavorato male e sicuramente in malafede. Intanto il piccolo Nicholas sta prendendo in confidenza, forse anche un po' troppo, anche tutti i suoi nuovi parenti; la sua tattica sembra essere ben collaudata: i primi 2 minuti un po' di scena (il "timidone" finge bene!) e poi non si ferma più! Gli esami che abbiamo deciso di fargli fare hanno dato alcuni esiti un po' alterati (per difetto ed eccesso) ma li rivedrà la sua nuova pediatra, con cui lui fra l'altro si é trovato benissimo.
...continua
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Stasera ultimi preparativi prima della partenza a fine settimana; ultimi imballaggi e si parte. E proprio questa sera, ultimo ad essere impacchettato, tocca al mio pc e quindi ecco spiegato il motivo della mia prossima assenza che durerà qualche giorno: giusto il tempo di aspettare che, dopo Nicholas, ritorni a casa anche il mio pc! Domani Nicholas parteciperà ad una piccola festa che l'asilo fa a fine anno. Nel frattempo iniziamo ad assaporare già l'idea di essere su quel treno, che ci porterà ben lontani da qui e che finalmente porterà il piccolo Nicky nella sua vera casa, fra le braccia di chi realmente lo ama.
...continua
...a presto!